Caso Ruby: l’altra faccia della medaglia.

Chiediamo le dimissioni di Berlusconi. Giusto. Ma anche se il nostro desiderio venisse finalmente soddisfatto, non ci sarebbe niente da festeggiare. E’ tanto vero che Berlusconi dovrebbe dimettersi, quanto è vero che tra tutte le buone ragioni per dimettersi (una per tutte, le implicazioni del caso Mills), questa è decisamente la meno importante. Ragionamici un po’ su con freddezza e obiettività: cosa ha fatto Berlusconi di tanto grave nel caso Ruby?

1. Ha commesso un reato, quello di concussione.

Su questo mi pare non ci siano dubbi, visto che le sue pressioni per far liberare Ruby (con tanto di balla annessa) sono state registrate in diversi verbali di pubblici ufficiali. Valutiamo la gravità del fatto. Dal punto di vista deontologico, si tratta di un reato di una certa gravità che, tuttavia, non è certo poco comune tra i politici italiani. Scommetterei che nel 70% dei casi, a scavare attentamente nella carriera di un politico, troviamo un reato del genere. Deontologia a parte, ha forse prodotto conseguenze terribili? Non credo. Ha fatto in modo che una minore non finisse in comunità, certamente. Ma, seriamente, c’è qualcuno che pensa davvero che se Ruby ci fosse andata, un ragazza come quella, a pochi mesi dalla maggiore età, avrebbe potuto essere ricondotta per la “retta via”?

2.  Ha avuto rapporti sessuali con una minorenne.

Questo non è stato ancora provato, né emerge alcuna prova dalle intercettazioni di cui ho potuto leggere finora.

3. Ha coinvolto una minorenne in situazioni ad alto contenuto erotico, pagando per tali prestazioni.

Vero, ma a sua difesa il premier può sostenere di essere stato tenuto all’oscuro della vera età della ragazza. E le intercettazioni non permettono di stabilire se ciò sia vero oppure no. E se, per una volta, fosse sincero?

4. Ha coinvolto diverse ragazze maggiorenni e consenzienti, tra cui una minorenne creduta maggiorenne, in situazioni ad alto contenuto erotico, pagando per tali prestazioni.

Vero, ma, se così stanno le cose, non si tratta di un reato, ma soltanto di fatti che gettano una brutta luce sulla moralità privata del premier. Ancora una volta, bisogna tenere conto che tra persone altrettanto ricche e potenti, “vizi privati” di questo genere non devono essere così rari. Come sostengono i giornali di destra, chissà su quanti politici si sarebbero scoperte cose simili,  se controllati in maniera altrettanto attenta. Ancora una volta, non voglio certo sostenere che il suo comportamento sia stato esemplare. Dico solo che, tra questo e la corruzione di un giudice, ce ne corre.

Gli argomenti che ho utilizzato vengono usati dai giornali della destra per sostenere che Berlusconi non dovrebbe dimettersi. Io non sono d’accordo. Non lo sono nonostante sia anche convinto, come lo sono gli elettori di centro-destra, che la magistratura abbia riversato su Berlusconi maggiori attenzioni che su qualsiasi altro politico e mi renda pienamente conto del potere di condizionamento politico che questo comporta. Ritengo che Berlusconi si debba dimettere lo stesso (per il motivo no.6 spiegato in questo post). Ritengo che se c’è qualcosa di anomalo nel fatto che i magistrati in Italia possiedano l’enorme potere di condizionare la politica, la colpa non è della magistratura, né di un presunto sbilanciamento dei poteri nello schema Costituzionale, ma solo del livello medio tremendamente basso della moralità dei politici. Se i politici, di destra o di sinistra, non avessero niente da nascondere, i magistrati non potrebbero condizionare il risultato delle elezioni decidendo se inquisirli o meno, perché non avrebbero nulla di concreto a cui appigliarsi.

Ma allora, scrivo tutto questo per concludere cosa? Semplicemente, che ogni paese ha non solo il leader che si merita, ma anche la cacciata del leader che si merita (se a questo, come auguro, si arriverà). Non riesco a sentire alcuna rabbia o senso di vendetta per il comportamento di Berlusconi nel Ruby-gate. Non posso fare a meno di provare una grande pena per un uomo, che vedo vecchio, malato, triste, solo, cioè senza una donna e senza amici, circondato da ruffiani o da approfittatori del calibro di Mora e Fede. Un uomo costretto non tanto a pagare in maniera esplicita, ma a fare regali che equivalgono a pagamenti (con l’auto-inganno, però), per eccitarsi e godere, non solo sessualmente, ma anche della compagnia degli altri. Perseguitato dal suo passato e dai suoi successi, ma forse privo della stima e disinteressata di quelle persone a cui probabilmente teneva di più. Un uomo “bisognoso” delle cure di una cricca di squallide approfittatrici (per alcune delle quali, ma neppure tutte, si può provare pena). Un uomo economicamente e politicamente potentissimo, come nessuno in una paese democratico, eppure appeso ai capricci di una diciasettenne molto furba e scafata. Se ce ne sbazzeremo, come mi auguro, sarà per l’avventatezza di una tale diciasettenne, e per un sussulto di moralismo. Tra tutte le (buone) ragioni, quelle che ci restituiscono meno dignità.

Published in: on 19 gennaio 2011 at 5:16 PM  Lascia un commento  
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L’affaire Ruby-Berlusconi: un punto di vista liberale

1. L’affaire Ruby-Berlusconi. In breve, il Primo Ministro è accusato di essere l’ “utilizzatore finale” (con la celebre espressione del suo avvocato) dei servizi di una prostituta minorenne (che aveva 17 anni al momento dei fatti). Leggi qui ). Non mi interessa parlare, in questo contesto, del presunto reato di concussione collegato al presunto crimine in questione, e delle accuse di sfruttamento della prostituzione nei confronti di Lele Mora, Emilio Fede, o Nicole Minetti. I difensori di Berlusconi sostengono che non vi sia alcuna prova che la ragazza  in questione sia una prostituta e che Berlusconi abbia fatto sesso con lei. Anche ammettendo che Berlusconi non abbia commesso il reato in questione – perché non sono stati consumati rapporti sessuali veri e propri – a prescindere dagli aspetti legali del caso è possibile, anzi necessario e importante, esprimere un giudizio morale sul comportamento di Berlusconi. Il comportamento di Berlusconi ci dovrebbe interessare anche solo in quanto esempio di comportamento moralmente problematico – sul piano della moralità pubblica, non solo privata, da parte di un uomo (uomo, non semplice persona) e di un Ministro. È moralmente lecito, per un primo ministro di un paese come l’Italia supportare economicamente alcune ragazze, tra cui una diciassettenne (ma, supponiamo, creduta 24enne), a lui legate dal fatto di partecipare abitualmente alle sue cene e – parrebbe – allietare i dopocena con spettacolini piccanti?

2. Non è solo gossip. Il caso Ruby-gate fornisce a mio avviso un’ importante occasione di confronto su due dei temi più importanti dell’etica individuale e pubblica: la moralità sessuale e il ruolo della donna. Oggi più che mai, i costumi sessuali (ethos significa appunto costume) e le norme che li riguardano (di tipo morale, religioso e specialmente politico) sono tra gli aspetti più caratteristici e distintivi della cultura, della morale, e della politica di una società. Basti pensare alle significative differenze tra Italia, paesi del nord-europa e islamici, riguardo alla figura della donna e delle libertà sessuali e a quanto siamo essenziali tali differenze allo scopo definire l’identità e l’auto-comprensione delle culture in questione.

3. Le questioni morali in gioco. Anche se Berlusconi non avesse compiuto alcun reato, l’affaire dovrebbe essere discusso perché investe tutti i livelli moralmente pertinenti della vita sessuale di un cittadino e di una società (privato, ruolo dello stato e della politica, ruolo della donna): questo, insieme alle emozioni viscerali che suscita il dibattito politico nel nostro paese, rende assai difficile una valutazione razionale degli elementi in gioco. Ritengo che il paese si debba impegnare a una serie discussione sui temi investiti dall’affaire Berlusconi – ciascuno dovrebbe farlo con chiarezza, rigore e senza falsi moralismi, lasciando da parte, per una volta, valutazioni strategiche legate alla propria posizione politica. Infatti il caso riguarda diversi livelli

1)      moralità personale: è immorale lo scambio di prestazioni erotiche o sessuali tra adulti consenzienti in cambio di denaro?

2)      ruolo dello stato: è morale/giusto che lo stato intervenga per regolamentare transazioni economiche tra adulti consenzienti volte al soddisfacimento dei piaceri sessuali?

3)      sessualità e altri comportamenti: quali sono i confini tra sesso, divertimento, prestazione sessuale a pagamento?

4)      maturità e sessualità: a partire da che età è (moralmente, non legalmente) giusto considerare una persona come un “adulto consenziente” responsabile delle proprie scelte; a partire da che età diventa moralmente lecito, se mai lo diventa, l’utilizzo di una persona per il soddisfacimento del piacere sessuale di un altro?

5)      ruolo della donna: cosa cambia se colui che vende/compra è donna/uomo? Che relazione c’è tra le diseguaglianze sociali legate al genere e le norme di condotta individuali?

6)      ruolo del politico: cosa cambia se il soggetto in questione ricopre una carica politica importante?

4. La mia posizione. A mio avviso, nessuna delle domande da me elencate ammette di risposte semplici, rispetto alle quali non possa esistere un disaccordo ragionevole. Le mie posizioni sono le seguenti.

1)      Ritengo che gli scambi tra prestazioni sessuali e denaro tra adulti consenzienti non sarebbero moralmente ingiuste in una società in cui vi fossero autentiche eguali opportunità tra uomini e donne e tra persone di ceti diversi, in cui nessuno vivesse in stato di indigenza e potesse accedere a lavori più qualificanti. Altrimenti è sfruttamento dell’ingiustizia.

2)      No. Anche in una società in cui le opportunità tra i sessi non siano pari, lo stato non dovrebbe punire la mercificazione delle prestazioni sessuali, ma solo prevenire le situazioni di sfruttamento e/o degradanti persona che da ciò derivano. Vedi punto (5)

3)      Da tutti i punti di vista, sesso non è solo penetrazione. Dal punto di vista morale, non ha senso ritenere sbagliata (o viceversa lecita) la penetrazione ma non la “palpatina”, la “lap dance” o la creazione di situazioni ad alta carica erotica. Il giudizio morale dovrebbe dipendere sempre dal contesto: una penetrazione a pagamento a una persona non svantaggiata può essere più accettabile, sotto il profilo morale, di una palpatina a pagamento a una persona svantaggiata.

4)      Ritenere che ragazzi e ragazze di diciassette anni non siano mai pienamente responsabili della propria sessualità, equipararli in generale ad adolescenti più che ad adulti, è una sciocchezza, anche se dal punto di vista legale è necessario porre alcuni limiti per prevenire alcune situazioni di sfruttamento contro cui le persone più giovani sono più indifese (per vari motivi spesso diversi dalla maturità sessuale). La difesa del premier di Sgarbi sulle pagine del Giornale è, limitatamente a tale punto di vista, corretta. Ma da un altro punto di vista, è certamente squallido un rapporto con una persona di quell’età, che in una società sana avrebbe meno incentivi a utilizzare la propria sessualità per ottenere vantaggi economici e sessuali (vedi 5).

5)      Non è la stessa cosa se colui che compra le prestazioni sessuali è uomo e colei che le vende donna, o viceversa. Non è indifferente che determinati fatti avvengano in una società che nega alla donna opportunità eguali a quelle degli uomini. Ma non ritengo plausibile pensare che gli atti commessi in privato (come quelli dei quali è accusato Berlusconi) possano incidere su tale condizione (a differenza, ad esempio, della loro rappresentazione sui media).Le uniche scelte che possono veramente incidere sulla condizione della donna e quindi anche sul suo sfruttamento sessuale, anche nei contesti di prostituzione, sono quelle che incidono sulle pari opportunità. In primo luogo bisogna lottare contro la discriminazione sul posto del lavoro, che è collegata agli stereotipi di una cultura maschilista. Ovviamente meretricio e immagine culturale della donna sono collegati, ma il nesso causale va prevalentemente in una sola direzione – è lo stereotipo culturale unito alle diseguaglianze di opportunità che rende possibile lo sfruttamento sessuale nel contesto della prostituzione, non viceversa.

6)      Ritengo che un capo di stato abbia il dovere di non correre il rischio di dare scandalo, cioè di esibire comportamenti percepiti in evidente contrasto con i costumi prevalenti della società in cui vive, anche quando tali restrizioni della libertà siano non giustificabili dal punto di vista morale per la gran parte dei cittadini. Questo vale in particolare per il Primo Ministro, da cui dipende l’immagine internazionale di una nazione. E vale ancora di più se i suoi comportamenti sono percepiti come contrastanti con i costumi della gran parte delle società esistenti (ilibertari come me sono una minoranza in ogni cultura del mondo). Certo, questa norma di rispetto della moralità comune non vale quando lo scandalo è volto a shoccare, a mettere in discussione i costumi in questione (non è certo così nel caso in questione). E non vale se la moralità comunemente accettata comporta la violazione della dignità della persona (come nel caso dello schiavismo).  Inoltre un capo di partito è tenuto alla coerenza tra i valori difesi sul piano pubblico e quelli ostentati nella vita privata. Non è dunque irrilevante osservare, che, come scrive Il fatto quotidiano:

E’ stato proprio il governo Berlusconi tra il 2005 e il 2006 a far introdurre la norma che portava da 16 a 18 anni l’età del consensovalido per quanto riguarda i rapporti sessuali mercenari. Tra i parlamentari di sinistra nella commissione Giustizia – e in particolare da parte di Franco Grillini che allora era presidente onorario di Arcigay – ci furono varie perplessità in proposito.

Ma è anche rilevante – è un segno di ipocrisia o scarsa accortezza ideologica- che alcuni detrattori da sinistra supportino le proprie richieste di dimissioni (giuste) con una concezione della libertà sessuale che forse non è proprio coerente con gli ideali libertari propri della sinistra.

Published in: on 18 gennaio 2011 at 12:13 PM  Lascia un commento  
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