Non posso fare a meno di ammettere che Massimo Dalema, con tutta l’antipatia che provo per il personaggio, ancora una volta sembra essere quello capace di ragionare nel modo più lucido, quando afferma che per il PD sarebbe molto conveniente il passaggio a un sistema elettorale più ostile al bipolarismo di quello attuale. Quanto affermato da Dalema in un convegno di area in opposizione a Franceschini appare assai plausibile alla luce della possibilità sempre più concreta dell’uscita di Fini dal PdL. Che ritengo, indebolirà la sinistra in un sistema come quello attuale, mentre indebolirebbe (e molto) la destra in un sistema diverso. Infatti una legge come quella attuale (o come la legge elettorale inglese) premia la coesione interna di una forza politica anche in modo sproporzionato rispetto alla rappresentanza politica. E in termini di coesione interna, nessun grande partito può battere il PdL. Mentre l’entrata di Fini in una compagine di centro-sinistra annullerebbe la sua attrattiva verso gli elettori di destra (e quella di tale compagine nei confronti degli elettori di sinistra). Diverso il discorso per una coalizione tra due partiti “moderati” (Fini, Rutelli, etc. + UDC) e un partito di centro-sinistra, contrapposto a un partito di destra (PdL senza Fini) alleato alla Lega. Non è il caso che Bersani si augura che Fini non esca dal PdL
Duole ammetterlo, ma baffetto aveva di nuovo ragione.
La URI per inviare un trackback a questo articolo è: http://riflessionicriticheprogressiste.wordpress.com/2010/04/19/duole-ammetterlo-ma-baffetto-aveva-di-nuovo-ragione/trackback/